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MotoGP: Stoner vince all’Estoril

20120506-192252.jpgCasey Stoner vince il GP del Portogallo, dominando per 28 giri e passando in testa al mondiale, davanti a Lorenzo che in sella alla Yamaha non può niente contro la Honda. Pedrosa (Honda) completa il podio, davanti alle due Yamaha Tech3 di Dovizioso e Crutchlow. Si conferma 6° Bautista (Honda Gresini) davanti a Rossi, 7° con la miglior Ducati in pista. In crisi Spies (Yamaha) 8° che precede Bradl (Honda LCR), Barbera (Ducati Pramac) e Hayden (Ducati).

Big – Era il canguro mannaro, oggi è ‘el diablo’, il demonio del Portogallo. Sotto la visiera nera lo sguardo infuocato di Casey Stoner morde l’asfalto prima ancora che le sue gomme inizino a dargli segnali di aderenza. L’australiano butta dentro le curve dell’Estoril tutta l’anima, il corpo e ogni cavallo messo generosamente a terra dalla straordinaria trazione della sua Honda. Uno Stoner dominatore che non lascia a nulla ad uno straordinario Lorenzo, che in sella alla Yamaha non sbaglia nulla, chirurgico nel seguire le linee del capo fila, ma nuovamente 2°. Per Jorge c’è la consapevolezza che l’ambizione mondiale dovrà costruirsi su risultati costanti ed errori zero.

Bang – Su 28 giri trova il guizzo solo in partenza, ma alla prima curva vede il compagno di box che passa all’esterno e capisce subito che sarà una gara in salita. Così Pedrosa inizia a spingere e staccare come un dannato, con la ruota posteriore che si solleva in tutte le curve, ma i due davanti ‘ciao’ non riesce proprio ad andare a prenderli. Dani li tiene nel mirino dall’inizio alla fine, e mestamente si accontenta del terzo posto, consapevole che per salire di livello non basta fare gli onesti impiegati.

Slam – La prima linea dietro al tris del podio è ormai firmata stabilmente dal team Yamaha Tech3. E’ però un arrembante Dovizioso che finalmente butta il cuore oltre l’ostacolo e si mette dietro il compagno Crutchlow, meno in forma delle attese dopo il giro miracoloso fatto in qualifica. Mentre zitto-zitto cresce il rendimento di Bautista che dopo le tante cadute del passato sulla Suzuki, sembra tornare nel giro di quelli buoni. Se non altro puntanto a dei piazzamenti, in attesa di poter arrivare sotto alle Yamaha, per una bella lotta tra team clienti.

Up – Rossi c’è. Attenzione, udite udite, Valentino sembra aver ritrovato quel minimo di feeling necessario per tornare a fidarsi dell’anteriore della GP12. Quindi spinge come una dannato, buttandosi nella bagarre iniziale come non lo si vedeva da tempo. Ci prende gusto e gioca con Bautista e Spies per tutta la gara, mentre i colleghi sulle altre Ducati affondano nelle retrovie con distacchi notevoli. Qualcuno ha dubbi sullo smalto? Sbaglia, perché appena vede uno spiraglio, uno spazio di manovra utile a combinare qualcosa di buono, il talento del campione è sempre pronto a saltar fuori. Dunque, anche se stiamo parlando sempre di un 7° posto, un segnale di risveglio pare esserci, e piace. In attesa di sviluppi, dalla Ducati, nei test di lunedì.

Down – Pasticcia nelle prime curve vanificando la fiducia nell’anteriore della sua M1. Trattasi di Spies, che dopo un dritto si vede sfilare da un sacco di gente che non ha nemmeno metà del potenziale della sua moto. Il gelido americano sembra emotivamente un filo precario nella gestione dei suoi mezzi, forse a causa della troppa fretta di tornare a girare con quelli davanti e far risultati. Giù anche Pasini e Abraham, due a cui tocca sempre forzare tanto per tenere il passo, con il risultato di favolosi record personali di tuffi fatti sull’ asfalto.

Stili e tipologie di moto

In passato molte moto erano parecchio simili, poi col passar del tempo ogni segmento ha acquisito caratteristiche e componenti specifiche al suo utilizzo.

Andiamo ad analizzare brevemente le caratteristiche di ogni tipologia di moto.

 

NAKED

Sono moto svestite di carenatura, con le parti meccaniche bene in vista. Moto molto versatili, in quanto adatte all’uso cittadino, al turismo, e non se la cavano male neanche in caso di guida sportiva. La posizione di guida è comoda, la sella di solito non supera gli 84/85 cm da terra, e il manubrio è quasi pressoché dritto, a piega media o bassa. Divertimento allo stato puro.

 

 

 

SUPER SPORTIVE.

Sono moto ad altissime prestazioni. Posseggono una carenatura indispensabile per l’uso in pista. Queste moto rappresentano un segmento specializzato, adatto all’uso sportivo, un po’ meno adatte all’uso di tutti i giorni per via della ciclistica abbastanza rigida, e anche la posizione in sella non è delle più comode, la presenza di semimanubri, pedane arretrate costringono il pilota ad una posizione caricata in avanti. L’allestimento è curato minuziosamente, motore, sospensioni e impianto frenante sono al top. Tanti cavalli per poter dar sfogo alla propria carica d’adrenalina.

 

SPORT-TOURER e GRAN TURISMO.

 Queste sono moto studiate per macinare tanti chilometri in tutta comodità. Quindi un occhio importante a comfort, capacità di carico e protezione aerodinamica. Manubrio alto, sella imbottita e spesso anche riscaldata insieme alle manopole, regalano al pilota quella comodità indispensabile per coprire distanze a medio e lungo raggio. Dimensioni e peso per questa categoria di moto sono considerevoli, quindi non proprio agili per spostamenti cittadini. La distanza non esiste.

 

 

 

Enduro Stradali.

Moto spesso definite “tuttofare” proprio per la loro versatilità e semplicità di guida. Si prestano ottimamente sia all’uso cittadino, sia al turismo, e anche a percorsi su sterrato e mulattiere.    Su questa tipologia troviamo manubrio alto che regala una comoda posizione di guida. Sospensione anteriore con un’elevata escursione. Pneumatici anteriori da 19/21 pollici. In grado di superare anche il fondo stradale più insidioso.

 

 

 

Custom.

Di origini americane. Queste moto  si caratterizzano per le forcelle anteriori, lunghe e molto inclinate, pedane molto avanzate manubrio alto e sella bassa, spesso molto imbottita. Montano quasi sempre motori bicilindrici a V, prestazioni tranquille, ma con un bel tiro ai bassi regimi, e un sound scoppiettante e inconfondibile. Dimensioni importanti, interasse notevole. Moto comode, adatte a gite e anche a turismo a breve medio e lungo raggio.

 

 

 

Tra gli altri segmenti ricordiamo: Motard, derivate dalle Enduro. Chopper, derivate dalle custom. Trial non targate per competizioni. In futuro ne parleremo più approfonditamente.

MotoGP Jerez 2012: Stoner trionfa mentre Rossi è nono

Il secondo appuntamente del campionato mondiale di MotoGP si è appena concluso. La sfida nel circuito spagnolo di Jerez de la Frontera ha visto vincitore Casey Stoner. Il campione del mondo in carica ha trionfato sulla Yamaha di Jorge Lorenzo che si è classificato secondo e dietro di lui si è posizionato in terza posizione Dani Pedrosa che non ha avuto nessuna occasione di sorpasso nei confronti della Yamaha e della Honda. In quarta posizione si è classificato il pilota Cal Crutchlow mentre il quinta Dovizioso.
Niente da fare per Valentino Rossi che si è classificato nono dietro al compagno Nicky Haiden. Il campione emiliano ha dichiarato al riguardo: ‘Penso che sia una gara meno deludente rispetto al Qatar. Siamo partiti con un setting diverso rispetto alle prove ed è da qui che proseguiremo per tutta la stagione. Purtroppo con questa moto bisogna seguire un’altra strada e abituarsi a guidare in maniera diversa, pertanto ho cercato di adattarmi a questa nuova messa a punto in gara senza riferimenti. All’inizio ho fatto un pò di fatica: non avevo riferimenti sull’asciutto, in più partendo così indietro mi ha fatto perdere contatto con il gruppo. Abbiamo scelto la gomma dura davanti che mi ha fatto perdere qualcosa nei primi giri, ma ha pagato sulla distanza di gara, lo dimostrano i tempi che sono migliorati giri dopo giro. Alla fine sono riuscito a passare proprio al penultimo giro Barbera e niente, ho concluso così al 9° posto’.

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